27/09/2009
Centro Ascolto per la civile convivenza
21:54
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28/07/2009
il fotovoltaico nel Salento
20:57
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23/01/2009
Nonna Grazia

17:15
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24/12/2008
note natalizie
”Il Comitato Cittadino Acque Pluviali è sorto recentemente per dare una mano all’Amministrazione Comunale per un auspicabile adeguamento della rete di canalizzazione delle acque, ché ad ogni pioggia più abbondante del solito crea grande disagio alla gestione urbana e mette a repentaglio la sicurezza di talune abitazioni della zona bassa del Paese… “; diceva uno del Comitato, che così continuava: <<Ci siamo perciò recati in Comune per esporre le nostre proposte agli Amministratori, quando ad un certo punto è arrivato l’Assessore al ramo, ci ha dato la mano e se ne è andato…>>. Eravate voi che volevate dare una mano agli Amministratori, e come vedi, invece, ve l’ha data l’Assessore a voi…
<<Non so se i redattori del primo (l’Alba, giornale pubblicato a Parabita fra il 1894-95, n.d.r.) sarebbero orgogliosi dei loro ‘giovani’ adepti o se ne vergognerebbero…>> Nuov’Alba, Parabita, anno VIII, n. 3, dic. ’08, pag. 21. A pagina 17 dello stesso numero, nel trafiletto dal titolo “dal cono…alla carezza…alla passione” il nome di Guerino viene scritto ’Querino’.
Oltre che da questo per quanto si voglia innocuo di carattere grammaticale, anche da qualche altro recente scivolone di questa rivista (la querelle con il Presidente dell'ADOVOS, mesi orsono, e quella che sviluppa Pino Petruzzi su questo stesso recente numero - pag. 20) si potrebbe intuire la possibile risposta degli antichi padri al quesito che il redattore formula in coincidenza su questo numero! Può apparire poco natalizio dire ciò, specie per chi da quella stanza redazionale ci è passato, ma anche un gesto di sincerità può costituire un regalo d'amicizia.
E' da apprezzare il parsimonioso uso delle campane della Chiesa Madre. Non si può dire invece altrettanto di qualche altra Chiesa della nostra Città, che anche a sera inoltrata non manca dal farsi sentire soperchiante.
Due gli Apollo d’argento di Aldo D’Antico a Personalità del Salento nell’arco dell'ultimo mese: ad Aldo Vallone e a Ennio Bonea, entrambi alla memoria; per consegnare il primo è venuto Giovanni Pellegrino, Presidente della Provincia, e ha relazionato Luigi Scorrano e Giancarlo Vallone; per il secondo ha relazionato Carlo Alberto Augeri. La filosofia di vita di entrambi i personaggi si potrebbe sintetizzare in quell’espressione del “pensare localmente ed agire globalmente”, e che Pellegrino traduceva nel “non rinunciare a ciò che si è, senza però chiudersi su ciò che si è”. Rispetto alle sedie messe in sala (l’incontro si svolgeva nell’ampio corridoio della sede municipale, per cui l’arredo è apportato per la circostanza), i presenti erano un bel po’ di meno. Ed è il solito discorso che alle manifestazioni di Aldo manca Marcello, a quelle di Marcello Aldo non va. Pro-Loco, Italia Nostra, Centro di Cultura-Archivio Storico, Progetto Parabita, Assessorati vari, Presidi del libro, tutti mirano alla tutela e promozione della cultura e del territorio ma ognuno lavora in proprio, e “se canta e se sona” per sé e pochi altri volenterosi racimolati qua e là di volta in volta, ma mai da dire che queste Associazioni-Istituzioni scelgano di operare in sinergia, in promozione partecipata, in azione congiunta, in rete; ma in …. – e aggiunta quella colorita espressione di Antonio Albanese –, qui tradotta banalmente in va… pensiero.
La nota augurale natalizia me la impresto dall’articolo "Piccole righe per una grande idea", del mio amico Giuseppe Limone: “ Non solo dobbiamo insegnare ai bambini, ma imparare dai bambini.
Perché ci sono cose che noi possiamo fare per i bambini, ma ci sono cose che i bambini possono fare per noi.
Stare in ascolto del bambino è riscoprire il possibile che avevamo dimenticato. Stare in ascolto delle domande del bambino è far entrare aria fresca nelle stanze chiuse delle nostre risposte senza domande. Stare in ascolto del bambino è farsi curare dalle domande grazie alle quali le nostre risposte erano le malattie. Stare in ascolto del bambino è scoprire la parte di noi che avevamo perduto e di cui abbiamo bisogno per salvarci. Stare in ascolto del bambino è la rivelazione del nostro partner invisibile, come in un desiderio sognato. Stare in ascolto del bambino è scoprire di che cosa sentivamo il bisogno senza sapergli dare il nome. Stare in ascolto del bambino è scoprire l’eros originario del rapporto col sé che è nell’altro e con l’altro che è in sé. Stare in ascolto del bambino è darsi alibi onorevoli per superare il pudore di essere ciò che dentro siamo restati. Stare in ascolto del bambino è riscoprire le domande che avremmo vergogna a riporci, se il bambino non ce ne restituisse il coraggio. Stare in ascolto del bambino è seguire con gli occhi un’eruzione originaria di cui avevamo perso la memoria e la forza. Stare in ascolto del bambino è scoprire la prossimità primitiva di emozione e pensiero.
Stare in ascolto del bambino è fare filosofia.
Un santo Natale e un felice 2009, per Parabita e tutti i Parabitani
segnalo un sito che personalmente curo www.consultorilecce.altervista.org
10:41
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17/12/2008
Giuseppe Cristaldi
dopo “Storia di un metronomo capovolto” - ha pubblicato recentemente “Un rumore di gabbiani”, Besa edizioni, Collana Cosmografie Pagine 32, Euro 15,00.
La versione cinematografica del libro è stata presentata il 9 dicembre 2008 nell’ambito della sesta edizione del LevanteFilmFest, uno dei più importanti eventi nazionali di incontro e di confronto per il cinema indipendente italiano, in concorso nella sezione “Investigation”, nella quale gareggiano opere con intenti di inchiesta e denuncia
La storia, racconta la vita eroica di Gabriele Bortolozzo, ex-dipendente del petrolchimico di Porto Marghera, quale somma memoria da tramandare ai posteri. Le gesta esemplari raccontate da un suo simile, in terra brindisina, sono quelle di un operaio che all’epilogo esistenziale descrive minuziosamente il proprio retaggio ad un feto, presunto, insperato, affinché niente e nessuno annaspi più nell’oblio, nell’omertà. Il martirio di uomini barattati col polivinilcloruro. Le strazianti testimonianze delle vedove, dei figli, dei medici segnati dal tragico fenomeno.
La veemente descrizione della vasta piaga petrolchimica nei territori italiani, la deriva degli operai e delle rispettive famiglie, le mutilazioni affettive connesse all’inalazione del cloruro di vinile monomero, i viaggi della speranza, l’ignominia, i pensieri notturni, i trepidi atti diurni, le emarginazioni, le vessazioni sugli operai alimentate da una ritrosia culturale, la natura ridotta a una carcassa do molosso.
Il libro, di straordinaria attualità, con la splendida prefazione del cantautore Caparezza, che si conferma artista attento a importanti problematiche sociali e con un contributo di Franco Battiato.
L’opera filmica, sperimentale sia a livello testuale che strutturale, è costituita da un’orazione reggente, da frames documentaristici e da provocazioni scenografiche. La caustica concezione di una denuncia radicata nei canoni dell’odierno teatro civico che rasenta i livelli del macabro per giungere nelle viscere delle coscienze.
Il trailer del DVD su: http://it.youtube.com/watch?v=ECgn4KtKc1I .
Nota tratta dalle segnalazioni libraria e filmica.
In cerca di radici nel futuro, Giuseppe, le ha trovate, e ne ha tratto di frutti nel presente. Un innovatore ante-litteram, a partire dal linguaggio, nel segno della radicalità e della volonta che qualcosa possa realmente imprimere la svolta al dato, oltre l'appiattimento, il risaputo, l'omologato, attraverso il non... dare per scontato, per continuare a cercare ancora oltre, quella parola che può aprire realmente uno spiraglio al qui-ora possibile addivenire, strutturalmente, con profonda rinnovata umanità. LP
23:55
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05/11/2008
Obama a Parabita
Obama a Parabita è accolto con entusiasmo da chi pensa e spera in un cambio di prospettiva della realtà attuale. Dà entusiasmo pensare che sulla stratificazioni di impotenze e delusioni, conformismi, distanze e malesseri cresciuti in questi anni, possa arrivare il coraggio di aprire i cuori ad una speranza nuova. Sia benvenuto OBAMA anche a Parabita, per la possibilità che la trasformazione del reale possa essere a portata di mano, con l’impegno assiduo e costante da parte di ciascuno e di tutti insieme. AUGURI OBAMA! e quando, passando da Parabita, ti fermerai da noi, ti diremo di quanto siamo vicini attraverso la tua Patria paterna, il Kenya, affratellato per tanti versi proprio con questa nostra cittadina, Parabita, per quel Santuario di Wamagana che è intitolato alla nostra stessa "Madonna della Coltura". Piccola cosa, è vero, ma da una piccola occasione possono nascere grandi imprese; pertanto l’invito, come in bottiglia nel mare del web, è lanciato.
18:02
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28/09/2008
a Parabita, un delitto!
Parabita, Parabita mia, ricordo, fin da piccoli, siamo cresciuti in povertà e grande dignità. Il Paese, piccolo, ma grande nei rapporti: la semplicità dei gesti di ogni giorno, in casa, per le strade, nei luoghi di lavoro.
Pochi decenni in qua, e tutto, abitudini secolari e millenarie sembrano sconvolte da inquietudini, ansie e appetiti oltrelimite.
Si può morire per miseria e mancanza di essenziale, ma si può morire anche per eccessi, per il troppo avere e desiderare.
È morto come un cane, neppure le campane hanno suonato al suo funerale, annunciato dopo che è avvenuto! Chi ricorda cosa simile, a memoria d’uomo, nella nostra Comunità?
Segno dei tempi, di tempi tristissimi!!
Abbiamo ricevuto un’eredità preziosa, di una convivenza umana e civile altamente dignitosa, pur con tanti e tanti problemi, in ogni epoca, in tutte le famiglie e nel vivere sociale. Ma lo stato di rapina, la mafia, la criminalità organizzata NON è mai stato l’atteggiamento prevalente nella nostra Terra, e non ha mai attecchito con i suoi tentacoli. Questa morte ignominiosa è il segno di una gravità allarmante, oltre ogni limite.
È il personaggio che ha messo a soqquadro le regole del vivere sociale nella nostra Comunità, ma è anche il meccanismo degli intrecci perversi che ha reso possibile a quel personaggio di agire per anni indisturbato, e di creare il clima di terrore nel quale Parabita stava precipitando.
Tutto ciò, all’insaputa dei nostri Amministratori! Il sindaco non sapeva niente, non si era reso conto di niente; ha ritenuto, con le sue iniziali esternazioni, tributare addirittura un pubblico riconoscimento di animo sensibile al personaggio. E tale indecoroso omaggio avrebbe meritato la stessa riprovazione riservata al sindaco di Gallipoli, recatosi al funerale di quell’altro, pochi giorni prima.
Ora c’è la bagarre politica, su quanto è avvenuto. Il sindaco il 24 settembre – dopo quasi due settimane – ammette sulla stampa l’esistenza di un disagio sociale prima del tutto sommerso. Anche le minoranze, in passato frammentate, sono pervenute ad una comunicazione congiunta. Forse sono annunci di un cambiamento che potrebbe avvenire. Ma, certo, gli annunci da soli non bastano. C’è la proposta di don Angelo, di un punto ascolto per chi vive situazioni di difficoltà gravose, bene accolta anche dal sindaco. Che si parta, che non si lasci passare inutilmente il tempo, che non si aspetti che qualcosa si muova, mentre niente si muoverà se ciascuno non farà la sua parte. È un appello a chi fa cultura, agli insegnanti, alle forze sociali, ai tanti che a Parabita in vari modi scrivono – a e buona ragione - di traini te meravije, affinché la meraviglia non giunga mai però dall’ingenuità per situazioni che crollano addosso improvvise e inaspettate nel comune vivere.
Vi è una complessità della situazione data dal contesto generale in cui ci troviamo a vivere nel nostro mondo. Ma proprio tale consapevolezza dovrebbe indurci a fare ognuno la propria parte, e non che questa sia una scusa per ritenere inutile il proprio personale, fattivo ed indispensabile apporto nell’organizzazione della vita pubblica.
18:46
Scritto da : luc.prov
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