27/05/2008

Enzo Bianchi


----- Original Message -----
From: Luciano Provenzano
To: segreteria.priore@monasterodibose.it
Sent: Tuesday, May 27, 2008 9:28 PM
Subject: dall'incontro di Ostuni


Caro fratello Enzo Bianchi, vorrei ringraziarti vivamente per le appassionate riflessioni di domenica scorsa ad Ostuni, sul tema:“La singolarità del cristianesimo”. Ho sentito il Tuo cuore nelle tue parole, e per me che ti ascoltavo per la prima volta è stata una sorpresa cogliere la pienezza del senso interiore che con esse Tu distilli e offri: sono realmente un dono di grazia, e lo sei anche Tu con la Tua Comunità di Bose, di cui è parte anche quella di Ostuni.
Solo dopo ho saputo che è stata la tua prima conferenza pubblica in Puglia; spero che terrai fede alla promessa di rinnovarla annualmente in primavera.
Tornando in Paese e incontrando il Parroco, don Angelo Corvo, gli ho confidato di questa esperienza, ed egli mi ha fatto presente che tempo fa Ti aveva invitato per un incontro, ma gli avevi prospettato tempi lunghi per attuarlo.
Vorrei ora chiederti gentilmente, di considerare l'ipotesi che una delle prossime volte che verrai in Puglia, Tu possa raggiungere Parabita, per un pubblico incontro, soddisfacendo anche quella promessa fatta a don Angelo.
Pubblicherò questa sul mio blog, e se ci sarà una Tua risposta autorizzami a metterla altrettanto a disposizione.
Grazie della Tua attenzione, ed un fraterno saluto
Luciano Provenzano

sito della Comunità di Bose: http://www.monasterodibose.it/

 

19/05/2008

manifesto comunale

----- Original Message -----
 Sent: Monday, May 19, 2008 11:35 PM
Subject: manifesto comunale

VERGOGNA!!!

Il manifesto dei Consiglieri Comunali Tiziano Scorrano, Biagio Coi e Marcella Provenzano dimostra che c’è chi vuole fare BASSA SPECULAZIONE POLITICA.

Si persevera nell’insinuare falsità omettendo il merito delle questioni, seminando DISCREDITO E ALLARMISMO!

Tali consiglieri dimenticano di riferire che il Comune di Parabita ha il compito di far fronte a debiti emersi solo di recente e riconducibili anche a diversi decenni fa.

Sana e corretta Amministrazione ha permesso di rispettare sempre il patto di stabilità.

ALTRO CHE TARANTO!!!

L’Amministrazione Comunale senza ricercare colpe altrui ha sempre offerto serie ed opportune soluzioni nell’interesse della collettività.

QUESTI I FATTI!!!

L’Amministrazione Comunale

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Sig. Sindaco,

il manifesto a firma “L’Amministrazione Comunale” sopra  riportato,  affisso in questi giorni  nella nostra Città, mira a fornire una risposta ad uno precedente dei tre Consiglieri Comunali che vengono citati, che avrebbe seminato “discredito e allarmismo. Ma una certa dose di allarmismo, a mio modesto parere,  la suscita anche quello dell’Amministrazione Comunale.

Mi sembra abbastanza grave quanto in esso  viene comunicato,  che cioè, nel nostro Comune  vi sarebbero “debiti emersi solo di recente e riconducibili anche a diversi decenni fa”. Lei è Sindaco di questa nostra Città da ormai otto anni; come è possibile che tali “debiti  siano potuti emergere “solo di recente”? ciò significa che prima d’ora non se ne conosceva l’esistenza? o che non erano stati messi in preventivo per essere assolti?

I cittadini hanno il sacrosanto diritto di essere informati su quanto li riguarda, e questa, di come vengono gestite le risorse pubbliche, è senz’altro una fra le più importanti.  Pertanto, se Amministrazioni passate hanno determinato delle insolvenze o creato le condizioni affinché queste si determinassero addirittura  dopo “diversi decenni”,  i cittadini dovrebbero poterlo sapere per farsi un’idea di come è stata gestita la Pubblica Amministrazione del proprio Comune lungo gli anni.  Non si tratta, pertanto,  di “ricercare le colpe” di chicchessia, ma di svolgere al meglio un’opera di informazione, fattore essenziale per favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte che direttamente li riguardano.

Auspico un cortese cenno di riscontro, nel qual caso Ti chiedo gentilmente di autorizzarmi a pubblicarlo sul blog viva_parabita_viva, nel quale inserisco già da ora questa mia.

Un distinto, cordiale saluto.

Luciano Provenzano

17/05/2008

la via della scienza

ff4152d54f5a26d5d9d4edcbc0d358c8.jpgQuesta sera in Parrocchia, la conferenza di P. José L. Funes, S.J, Direttore dell’Osservatorio Astronomico del Vaticano e di Tucson in Arizona, sul tema: La via della scienza.
Alquanto interessante il messaggio, lo studio delle stelle, come portò i Magi alla grotta di Betlemme, può portare anche oggi l’uomo a Dio.

Giotto, Cappella degli Scrovegni,
1303-05, Padova

Decisamente contrario il P. Funes a dare un pur minimo valore all’influsso degli astri sulla vita dell’uomo, cioè all’astrologia. Capisco la premura che sottende tale posizione, ovvero il rischio del fatalismo che svilirebbe il senso profondo della libertà umana, e quindi della responsabilità. L’ostinazione a negare gli influssi astrologici, stante il grande risalto che ha oggi questa materia, non ci aiuta granché, molto meglio invece l’intuizione di  Umberto Galimberti, per la quale:

Perché noi occidentali, che crediamo nelle stelle e negli oroscopi che cadono dalle stelle, abbiamo dimenticato che i nostri gesti lenti, agili o violenti modificano le stelle, il loro equilibrio, la loro luce, il loro giro? Il gesto dell'uomo crea armonia o disarmonia nell'universo...
Umberto Galimberti Le cose dell'amore

Comunque, l’appuntamento in parrocchia per sabato prossimo 25 maggio, alle 19.30, con Nedo Fiano, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz.

Proprio interessante questa rassegna di incontri promossa da don Angelo, che ha molto a che fare con quel famoso progetto culturale della Chiesa Cattolica, di cui si parla ormai da circa vent’anni, ma di cui fino ad oggi si era visto poco, in verità; ma queste iniziative riscattano quella proposta, e si spera anche nel futuro.

15/05/2008

la città ai bambini

Un bambino è stato investito da un’auto sopra il passaggio pedonale, di fronte alla scuola elementare, nel mentre si recava a scuola oggi pomeriggio. L’impatto è stato violento, le conseguenze grazie a Dio lievi, a quel che sembra. Gli auguri più calorosi al bimbo che superi anche la paura che questo momento comunque ha determinato.

All’inizio degli anni settanta circa l’80% dei bambini andava a scuola a piedi e senza essere accompagnati dai genitori. (…) Oggi, pochissimi bambini possono vivere in modo autonomo anche il breve spostamento da casa  a scuola. Questo comportamento, pochi anni fa considerato abituale, viene oggi considerato praticamente impossibile. (…) L’andare a scuola senza essere accompagnati dagli adulti deve essere solo l’inizio di restituzione della città ai bambini. (…) Pochi genitori, andando contro le abitudini consolidate, permettono ai loro figli, di cui conoscono e riconoscono le competenze, di andare a scuola da soli.  (…) La tradizionale educazione stradale che le scuole propongono, spesso con il contributo delle amministrazioni comunali e dei vigili urbani, mira a formare sostanzialmente dei futuri automobilisti.  (…) La scuola e la società dovrebbero rompere questo assedio e costruire nei piccoli il desiderio di libertà e di tutela ambientale legati alla mobilità pedonale e all’uso della bicicletta. (…) Meglio studiare con i bambini i percorsi che compiono ogni giorno per venire a scuola, valutare insieme caratteristiche e problemi, effettuare sopralluoghi, anche con un vigile urbano, per verificare i punti di maggiore difficoltà, elaborare collettivamente delle proposte per la sicurezza da inviare all’amministrazione, essere consapevoli dei diritti dei pedoni e capaci di rivendicarli.”

Francesco Tonucci

Se i bambini dicono: adesso basta!

Edizioni Laterza, Bari 2002

 

"Per diventare bambini occorre una vita" (Picasso)
Apriamo le strade ai bambini, a iniziare da quelle reali, per recarsi a scuola!

04/05/2008

Ilaria Ferramosca

Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
Mentre mi trovavo a Roma per il mio primo impiego presso una società di Ricerca e Selezione del Personale; mi fu proposto di curare una rubrica sulla PNL (Programmazione Neuro-Linguistica), redigendo articoli di approfondimento sulla comunicazione interpersonale, per un settimanale romano di ricerca del lavoro.
 

In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
Significa condividere delle esperienze con gli altri, ma significa anche darmi e dare la possibilità a chi legge di immedesimarsi in qualcun di diverso, di rivivere situazioni e accadimenti con occhi che non sono i propri, scoprendo come possa essere e cosa si possa provare.
Q
ual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
 Le sono molto legata e, in maniera velata, qualche riferimento ad essa nella mia scrittura lo si può trovare sempre. Magari visibile solo a chi quei luoghi li vive e li riconosce.

 Ha vinto premi letterari?
 Sì, il libro “Cambi di prospettive –Racconti per osservare le cose da altri punti di vista”, si è classificato terzo nella categoria racconto, al Premio Letterario Internazionale “Maestrale –S. Marco- Marengo d’oro”.

Intervista reperibile in

http://www.libriescrittori.com/scrittori/italiani/puglia/...
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Recensione di Carlo Santulli per il libro Cambi di prospettiva in 
 http ://www.progettobabele.it/MOSTRARECENSIONE.php?ID=295

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Una piccola città che si è data come nome Para-abíta, Abitare vicino, forse con l’ironica pretesa di essere al centro di tutto, tanto da poter arrivare con un solo passo in qualsiasi altro posto.
Da Il Re Vagabondo in
http://editaliteraryagency.blogspot.com/2008/04/il-re-vag...

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sul suo sito personale le sue proposte di scrittura e lavoro

http://www.lincea.altervista.org/

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Sa di esserci, sa di stare e poter dire; è pronta per uscire nuovamente, anzi esce spesso: redattrice di Talk ink,  rivista di fumetti e altro  sul cui n. 0, da pochi giorni in edicola, pubblica Johnny e Angelo, racconto con illustrazioni di Ned Bajalica, e  sull’ultimo Nuov’Alba, anch’esso appena uscito, il racconto L’uomo tartaruga. Può quindi dire di sé, di noi, di qualcosa che ci riguarda molto da vicino; sa dire, può e riesce; può fare e può farcela. In bocca al lupastro, Ilaria.

03/05/2008

Federico Nicoletti

8a7db739bd3ad4415a1e298c4be243eb.jpg Federico Nicoletti, 25enne di Parabita, da tre anni in Marina e attualmente in servizio sulla motonave della Guardia Costiera  «Michele Lolini» di stanza a Messina, il 25 aprile ’08 non ha esitato a  mettere a repentaglio la propria vita per salvare quella degli immigrati che tentavano di raggiungere l’Italia, gettandosi tra le onde agitate da mare forza 5’ per recuperare due uomini caduti in mare. La sua azione, insieme a quella di un suo commilitone,  è servita a  salvare la vita ad uno dei due disperati. Il 20 giugno, Giornata mondiale del rifugiato, ai due sottufficiali verrà consegnato per riconoscimento una medaglia d’oro  dall’ammiraglio Ferdinando Lavaggi, comandante e direttore marittimo della Guardia costiera di Palermo.

Grazie Federico per il tuo gesto che ci aiuta a credere nella possibilità di un reciproco soccorso nella vita; e che tale testimonianza venga da Parabita, riempie di sano orgoglio.

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